AGE OF INTIMACY

AMARCORD – MeMeMe Records

Noleggiate un generatore e l’impianto più grande che sta nella vostra macchina, comprate un paio di occhiali da sole, un pugno di star lights e una scatola di gomme da masticare, mettetevi un maglione giallo che vi arriva all’ombelico e un paio di pantaloni dell’Asics rossi e blu.
Prendete il tutto, caricatelo in macchina e uscite sta sera al tramonto, parcheggiate in un campo con vista sul mare e sparate a tutto volume “Age Of Intimacy”, il disco di Marco Catapano, in arte Amarcord, giovane Forlivese non ché fondatore, assieme ad Alessandro Leazza, della freschissima Luminance Records.

Mentre il sole vi lascia soli sul prato in compagnia della luna, cominciate a scaldare i polpacci correndo sul posto e poi, appena iniziano a sbocciare le prime luci lontane, schiacciate play e sentitevi liberi di sudare tutta quell’energia anni ’80 di cui questi infaticabili 26 minuti divisi in 5 tracce sono permeati. Il groove di sintetizzatori in “When It’s Gone” non lascia spazio a fraintendimenti e subito stiamo muovendo le spalle a tempo di cassa dritta, le melodie che si costruiscono intorno hanno un sapore daftpunkiano, con una voce che solca la memoria facendoci cantare il pezzo anche a giorni di distanza.

La sezione delle 4 corde in “The Priestess Of Darkness” corre verso i Cure più dance, mantenendo uno status malinconico che agilmente Marco fa brillare con strati di sintetizzatori e dialogare con le nostre anime tristi per la repressa voglia di ballare tra la folla.

“Don’t Be Sad Cause It’s Over, Be Happy Cause It Appened” è il terzo brano del lotto e ci ammalia da subito con un substrato reverberato alla Cortini al quale si aggiungono per strada clap, cassa dritta e sintetizzatori seducenti. Un disco che nella sua omogeneità trova il modo di differenziare i brani tra loro grazie alla capacità di Marco nel far risaltare ogni traccia in maniera identitaria.

Il penultimo brano si intitola “Through The Window” ed è probabilmente la parte più riflessiva del disco con una cassa stanca che comunque mantiene elevati i bpm senza farci stendere per pensare troppo. In chiusura troviamo un remix dell’inglese Alan Dixon di “Don’t Be Sad Cause It’s Over, Be Happy Cause It Appened”, un’epifania French house che bussa dalle casse con vigore e rinnovato sudore.

“Age Of Intimacy” esce per l’inglese MeMeMe Records che imbriglia una perla pronta ad essere sparata nei club dal pavimento consumato e i bagni impolverati. Una chicca nostrana per chi ha voglia di incendiarsi i piedi in prospettiva di un’estate gonfia di musica da ballare nei club.




Paride Placuzzi.